DEM20261486114296
Mavroeidis-Andreas Vyridis
Abstract
This article examines the role of the mythical allusion to Niobe in the final verse of
Andromache’s monody (Eur. Andr. 116). Despite the fact that there is no explicit reference to
the name of this symbolic woman at this point, this study attempts, primarily through a textcentered
approach, to determine whether this allusion functions as a mythical exemplum in
Andromache, reflecting characters, themes, or motifs of the play. Since Niobe symbolizes
lamentation and serves as a reminder of human hybris, as well as the relentless attitude of the
gods, the allusion to her myth, which is repeated (Andr. 532-34), potentially harmonizes with a
tragedy where Andromache is not the only one engaging in lament, and where the harsh
punishment of Neoptolemus by Apollo is not the only act of violence directly or indirectly
condemned in the play.
Questo articolo esamina il ruolo dell’allusione mitica a Niobe nell’ultimo verso della monodia
di Andromaca (Eur. Andr. 116). Nonostante non vi sia alcun riferimento esplicito al nome di
questa figura simbolica in questo punto, il presente studio tenta, principalmente attraverso un
approccio incentrato sul testo, di determinare se tale allusione funzioni come exemplum mitico
nell’Andromaca, riflettendo personaggi, temi o motivi del dramma. Poiché Niobe simboleggia il
lamento e funge da monito della hybris umana, nonché dell’atteggiamento implacabile degli dei,
l’allusione al suo mito, che viene ripetuta (Andr. 532-34), si armonizza potenzialmente con una
tragedia in cui Andromaca non è l’unica a dedicarsi al pianto, e dove la dura punizione di
Neottolemo da parte di Apollo non è l’unico atto di violenza direttamente o indirettamente
condannato nell’opera.
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