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Medea sovrana di Corinto. Una scelta astuta nella costruzione dell’immaginario e dello spazio corinzio di epoca bacchiade

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Rachele Dubbini


Abstract 

From the very initial versions of the saga of the Argonauts, the figure of Medea – bearer of superior knowledge expressed in her exceptional intellect – seems to be just as much of a cultural hero as Jason. Actually, Medea was a mythical figure with great expressive potential who must have caught the attention of the rulers of Corinth, which since the mid-8th century BC had been experiencing incessant growth in terms of urban planning as well as production and commerce. Indeed, this development, traditionally attributed to the political activities of the Bacchiad dynasty, also corresponded to their need to address their lack of a glorious local tradition highlighting Corinth’s independent and prestigious ancestry already in mythical times. Therefore, the Bacchiad poet Eumelus, while composing an epic dedicated to the story of Corinth starting from its origins, traced the saga of the Argonauts and the character Medea back to Corinth, adapting it to local political needs. By moving beyond the hypothesis of the existence of a Corinthian ancestral tradition regarding Medea, which is thought to have originated from the presence of a primordial local divinity connected to the natural world, the aim of this paper is therefore to reconstruct the figure of this heroine as she was perceived and hence adapted within the cultural context of Corinth using an archaeological stratigraphic approach. All the available clues as to her presence on the Isthmus have been systemised in order to reconstruct the role and significance of this multi-faceted figure with great communication potential in relation to the construction of Corinthian identity during the early archaic period.


Sin dalle prime elaborazioni della saga argonautica, la figura di Medea sembra emergere al pari di Giasone quale eroina culturale, portatrice di una conoscenza superiore che si esprime in un intelletto eccezionale. Una figura mitica dal grande potenziale espressivo che deve aver attirato l’attenzione dei governanti di Corinto, sito che dalla metà dell’VIII sec. a.C. cresce in maniera incessante sia da un punto di vista urbanistico che produttivo e commerciale. A tale sviluppo, attribuito dalla tradizione all’attività politica della dinastia bacchiade, corrispose infatti l’esigenza di far fronte alla mancanza di una gloriosa tradizione locale che evidenziasse l’autonomia e il prestigio della stirpe corinzia già in epoca mitica. A tal fine Eumelo, nell’elaborazione di un’epopea dedicata alla storia di Corinto a partire dalle sue origini, avrebbe ricondotto alla terra corinzia la saga argonautica e il personaggio di Medea, riadattandoli alle esigenze politiche locali. Superando l’ipotesi dell’esistenza di un’ancestrale tradizione corinzia su Medea, che avrebbe avuto origine dalla presenza di una primordiale divinità locale connessa al mondo naturale, il presente contributo ha quindi lo scopo di ricostruire con un approccio stratigrafico la figura dell’eroina così come è stata percepita e quindi riadattata nel contesto culturale corinzio. Tutti gli indizi disponibili sulla sua presenza nell’area istmica sono così messi a sistema al fine di ricostruire ruolo e significato di una figura dalle molte sfaccettature e dalla grande potenza comunicativa in relazione alla costruzione identitaria di Corinto in epoca alto-arcaica. 



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