G.B. Palumbo & C. Editore S.p.A. - Rivista annuale online di studi sul teatro antico

Dionysus ex Machina

Dionysus ex Machina n.7
N.7 - anno 2016
g.b. palumbo editore & c. s.p.a.
Immagine copertina
pubblicazione: N.2 - Anno 2011
Codice articolo: DEM201147117
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Parti mostruosi

gravidanza e sovversione nella Medea e nel Thyestes di Seneca

L’intento del presente contributo è quello di analizzare l’utilizzazione in chiave metaforica della sfera semantica del concepimento e della gravidanza nella Medea e nel Thyestes di Seneca in cui la “meditazione” dei protagonisti, cioè l'ideazione e la realizzazione dell'inganno, assume tratti denotativi della gestazione e del parto mostruoso di un “oggetto” che è nefando in quanto contro natura. In particolare, si vedrà come Medea “partorisca” la sua vendetta su Giasone dopo aver rinnegato il suo status di mater, atto che permette la crescita del furor nell’animo dell’eroina tragica, e come Atreo “partorisca” la sua vittoriosa vendetta sul fratello Tieste dopo un travaglio metaforico che rende anche il tiranno gravido di furor. Inoltre, si analizzeranno le valenze che assume la gravidanza intesa in senso proprio. In entrambe le tragedie, infatti, parto e gestazione sono presenti nel loro significato reale: Medea ha realmente partorito dei figli in carne ed ossa e Tieste è, suo malgrado e in modo del tutto innaturale, realmente gravido dei suoi figli. In ogni caso, l’atto generativo, tanto quando riveste valenza metaforica quanto allorché è inteso in senso proprio, perviene a esiti che si configurano come nefas capaci di sovvertire l’armonia cosmica e di determinare l’instaurazione del chaos. Infine, si metterà in luce come la regia dell’inganno sia connotata dalle stesse azioni che compie il poeta per comporre la sua fabula, sottolineando analogie e differenze tra la rappresentazione della progettazione e della realizzazione del delitto da parte di Medea e Atreo e l’attività del poeta.

The aim of this paper is to analyse the metaphoric use of the concepts of pregnancy and giving birth in Seneca’s Medea and Thyestes, in which the “meditation” of the main characters, that is the conception and realization of the deceit, takes up typical traits of a monstrous delivery of an “object” which is nefarious because it is unnatural. In particular, I will discuss how Medea “delivers” her vengeance against Jason after renouncing her role of mater, which allows the growth of furor in the mind of the tragic heroine. I will then show how Atreus “delivers” his victorious vengeance on his brother Thyestes after a metaphoric labour that makes the tyrant pregnant with furor. Additionally, I will analyse the proper meaning of pregnancy in the two tragedies: Medea has actually delivered her sons and Thyestes, although against his will and unnaturally, is really pregnant of his sons. In any case, the act of giving birth, both metaphorically and in its proper meaning, leads to a nefas and subverts the cosmic harmony determining the onset of chaos. Finally, underlining analogies and differences, I will show that the set up of the deceit is characterized by the same actions done by the poet to set up his fabula.

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